Il cinema e la Black Music

Blaxploitation è la fusione delle due parole inglesi black (nero) ed exploitation (sfruttamento). E’stato un genere cinematografico nato negli Stati Uniti nei primi anni ‘70, quando molti film furono realizzati a basso costo avendo come pubblico di riferimento gli afro-americani. I film avevano principalmente attori afro-americani, erano diretti da registi afro-americani e furono i primi ad avere colonne sonore di musica Soul o Funk. Sebbene criticati dagli attivisti per i diritti civili a causa del loro uso di stereotipi, essi riscossero grande successo colmando la lacuna inerente l’offerta di intrattenimento appositamente creato per gli afro-americani e furono molto popolari tra il pubblico di colore, ma anche tra i bianchi. Molti furono i musicisti coinvolti nella realizzazione delle colonne sonore dei film, tra cui, Curtis Mayfiled, Isaac Hayes, James Brown, Aretha Franklin, Smokey Robinson, Billy Preston, Ohio Players, Sid Ramin, tra gli altri e anche noti jazzisti come Quincy Jones, Grant Green, Herbie Hancock con “Blow Up” e Art Ensemble of Chicago con “Les Stances as Sophie”. Una lista di registrazioni e colonne sonore dei film relativi è rintracciabile sul sito http://www.blaxploitation.com/

Isaac Hayes, musicista e attore cinematografico, è stato per l’appunto un personaggio cardine in ambito di Blaxploitation, Soul e Black Music. Incideva per la Stax, competitor all’epoca della Motown, producendo dischi fondamentali come Black Moses, Live at the Sahara Tahoe e Hot Buttered Soul e raggiungendo la fama mondiale con la celeberrima colonna sonora di “Shaft” che sto per proporvi.

Buon ascolto e buona domenica

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4 pensieri su “Il cinema e la Black Music

  1. Se provi a guardarli oggi alcuni di quei filmetti non erano neanche troppo male! Spesso efferrivamente le musiche erano meglio dei film. Comunque Blow Up e Les Stances à Sophie non erano mica blaxploitation, eh… Antonioni e Mizrahi.

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  2. A proposito di blaxploitation (anche se in questo caso l’etichetta calza parecchio stretta): “Sweet Sweetback’s Baadasssss Song” di Melvin Van Peebles, del 1971, stesso anno di “Shaft”. Con una bella colonna sonora degli Earth, Wind & Fire:

    Di Melvin Van Peebles vale la pena dare un’occhiata anche a questo bel documentario, “Classified X”, sulla rappresentazione degli afroamericani nel cinema americano:

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