L’arte di saper scrivere e cantare una melodia

Non posso certo nascondere di essere un grande estimatore di Stevie Wonder, anche solo per averlo studiato e approfondito in un saggio scritto un paio di anni fa. In generale i “jazzaroli” hanno un rapporto con la musica popolare afro-americana abbastanza diffidente se non di distratto interesse, probabilmente a causa di un erroneo e pregiudiziale retaggio culturale che fa ritenere quell’ambito musicale troppo “commerciale” e sostanzialmente estraneo al jazz, non tenendo conto che invece il jazz, perlomeno la sua componente africano-americana che è peraltro maggioritaria, ne ha fatto, e forse ne fa ancora, pienamente parte.  Nello scritto che ho testé citato ne parlavo in modo articolato e, se vi interessa, vi invito a leggerlo.

Wonder è un grandissimo talento musicale, non solo per le sue indubbie doti vocali, ma anche per quelle compositive, e non sono certo io a stabilirlo ora. Basterebbe andare a verificare quante delle sue composizioni sono state registrate dai jazzisti di ogni parte del mondo, facendole diventare degli autentici moderni standard jazzistici. Per quel che mi riguarda, ritengo che il suo book di composizioni e il suo talento per la scrittura melodica, giochino il ruolo che è stato per decenni di Duke Ellington o George Gershwin, e lo dico senza alcun intento di voluta esagerazione.

Più in generale, mi pare che l’ostinato e abbastanza ottuso tentativo, tipico dei “jazzaroli”, di categorizzare qualsiasi tipo di musica e musicista a volte distragga dalla percezione dell’effettiva presenza di talento artistico. Non è che se qualcuno si dichiara jazzista la cosa attribuisca  automaticamente le stigmate di “artisticità”. La mia lunga esperienza di ascolto mi dice ben altro. Conosco una molteplicità di sedicenti “jazzisti” che sono privi di autentico talento musicale, men che meno artistico, eppure vengono incredibilmente presi da molti più sul serio di Wonder.

Il brano che sto per proporvi è una ballata di rara bellezza melodica interpretata magnificamente in studio di registrazione da Wonder e contenuta nel suo album capolavoro del 1973, Innervisions. A qualcuno interessa stabilire se è jazz o non jazz?

Buon ascolto.

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