Una delle cose più belle di Kenny Wheeler

Ci ha lasciato solo da un anno e mezzo ed è inutile dire che ci manca il suono della sua tromba e quel sofisticato melos così caratteristico nelle sue composizioni armonicamente articolate, tra le più interessanti scritte negli ultimi decenni in ambito jazzistico. Ho pensato di ricordare degnamente un grandissimo compositore e trombettista come Kenny Wheeler pubblicando una delle sue composizioni migliori, che è pure diventata uno standard discretamente frequentato dai musicisti contemporanei. Un paio di anni fa ebbi modo ad esempio di ascoltare una bella versione di questo Everybody’s Song But My Own suonata da un pianista di punta della scena contemporanea come Gwilym Simcock, che da buon inglese è stato influenzato, come tanti altri musicisti inglesi, dal trombettista canadese  trapiantato in Inghilterra dal lontano 1952.

Sono molti i dischi e le collaborazioni di alto livello che meriterebbero qui una menzione, ma avrò l’opportunità di riservargli dello spazio su questo blog in altre occasioni. Non c’è fretta. Intanto godetevi questo sapido antipasto.

La formazione di tutto rispetto è la seguente:

Kenny Wheeler (flgh, cnt); Stan Sulzman (ts, ss, fl); John Taylor (p); Dave Holland (b); Billy Elgart (d)

Buon ascolto

51Z1VZZ33BLEverybody’s Song But My Own

 

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