Pieno successo per Anat Cohen a Bergamo Jazz

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Sempre due righe sulle impressioni dei concerti di ieri cui ho potuto assistere, senza pretesa di analisi critica.

Il livello medio delle proposte si è mantenuto alto in uno splendido sabato ormai primaverile a Bergamo pur nella sua necessaria varietà.

Anat Cohen ha riscosso sino ad ora i maggiori consensi del pubblico (cui aggiungo quelli personali) presentando un quartetto di giovanissimi, tre direttamente da Israele e uno da New York, che hanno contribuito a dare la giusta carica alla loro leader. Ha spiccato in particolare il sorprendente talento pianistico di Gadi Leahvi, soltanto diciannovenne, che ha sbalordito i più per quanto ha saputo fare. La Cohen ha confermato di essere una strumentista di livello straordinario e di aver saputo ben mixare il jazz con la musica brasiliana (con particolare riferimento allo choro) e inevitabili influenze mediorientali, sulla scorta del suo ultimo lavoro discografico intitolato Luminosa.

Di Kenny Barron non si può che dire bene e certo non lo si scopre ora. Un concerto di alto livello nella sua classicità jazzistica, per uno dei grandi dello strumento ancora in vita e in piena attività. Ottima l’intesa del trio con punte di merito per il corpulento batterista Johnathan Blake. Ha spiccato nel repertorio presentato una raffinatissima versione di Nightfall di Charlie Haden, contrabbassista scomparso da non molto e con il quale Barron a suo tempo ha inciso splendidi duetti.

Nel pomeriggio, per gli amanti della musica improvvisata di stampo europeo di derivazione jazzistica e per la gioia della critica più “cool”, hanno riscosso consenso gli Atomic, gruppo svedese/norvegese attivo da più di un decennio e composto da strumentisti tutti di ottima preparazione, con una citazione particolare per il trombettista Magnus Broo.

Oggi, domenica, si conclude la manifestazione internazionale bergamasca con altri concerti in analoga formula prevista per sabato (ma con l’aggiunta di un concerto mattutino), incentrata su leader batteristici: il gruppo di Mark Guiliana, quello di Billy Martin e in conclusione di serata quello di Louis Moholo. Purtroppo non potrò presenziare al concerto mattutino del pianista Markelian Kapedani

a risentirci e buona domenica

Riccardo Facchi

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