L’ arte solistica di Paul Gonsalves

Nell’orchestra di Ellington, come si sa, sono passati in tutte le sue edizioni fior di strumentisti e solisti. Uno relativamente poco citato ma a mio avviso davvero in gamba è stato il tenorsassofonista Paul Gonsalves. 

Originario di Capo Verde, il suo primo strumento fu la chitarra e da bambino suonava canzoni folk portoghesi per la sua famiglia. Crebbe a New Bedford e si fece conoscere come membro della “Sabby Lewis Orchestra”. Il suo primo ingaggio al sax tenore fu a Boston con la Sabby Lewis band, nella quale suonò prima e dopo il servizio militare durante la II guerra mondiale. La carriera musicale di Gonsalves non si è svolta soltanto nell’orchestra di Duke Ellington; ha suonato infatti con le big band di Count Basie (1947-1949) e di Dizzy Gillespie (1949-1950) prima di entrare nella sua prestigiosa band (1950-1974). I suoi riferimenti sassofonistici possono essere ritrovati certamente in Ben Webster e soprattutto in Coleman Hawkins, verso il quale Paul ebbe sempre una sconfinata ammirazione. Il suo sound era molto riconoscibile, con un timbro “nebbioso” è un fraseggio fitto ed articolato, fatto da salti intervallari non comuni.

Dal carattere timido ed introverso, ma allo stesso tempo gentile e premuroso con tutti, a causa della sua fragilità mentale, Gonsalves ebbe una vita dedita all’alcol e droghe. Morì il 15 maggio 1974 per un’overdose a Londra pochi giorni prima della morte di Ellington (24 maggio 1974).

Divenne famoso per il suo lungo, interminabile assolo su Diminuendo and Crescendo in Blue nella esibizione della band di Ellington al Jazz Festival di Newport del 1956, che accese il pubblico e riaprì a Ellington la strada della rinascita popolare ed artistica della sua orchestra, ma in realtà Gonsalves ha suonato e registrato molto altro e molto di meglio, sia con Ellington che da leader, o in confronti diretti  con altri colleghi sassofonisti.

Un esempio è il suo intervento solistico su Happy Reunion, uno di quei meravigliosi bozzetti che il Duca sapeva tradizionalmente preparare utilizzando i suoi migliori solisti. Purtroppo non sono riuscito a trovare in rete la sua versione emotivamente coinvolgente registrata in The English Concert, a mio avviso tra le migliori, se non la migliore in assoluto, ma anche questa che sto per proporvi in un video registrato in Europa nel 1964 rende comunque bene l’idea e mette in luce le qualità espressive del tenorsassofonista.

Buon ascolto

 

41WzcHyC7iLHappy Reunion

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...