Il blues feeling di Gene Harris

Gene Harris (1933 – 2000) è stato un meraviglioso pianista jazz,  un entertainer di razza, noto per il suo suono caldo e uno stile molto “soul” con il quale condiva ogni brano di  blues e gospel, dando quel profumo di “chiesa” ad ogni melodia.

Dal 1956 al 1970 ha suonato nei The Three Sounds, un trio che ha inciso parecchi dischi per la Blue Note in compagnia del bassista Andy Simpkins e del batterista Bill Dowdy . 

La sua fama tra i jazzofili non è forse adeguata alla sua bravura, anche perché la sua carriera subì uno stop dovuto ad un ritiro volontario dalle scene per un lungo periodo a partire dal 1970. Poi, Ray Brown lo ha convinto a tornare in tour nei primi anni 1980, registrando principalmente per Concord Records , etichetta specializzata nel documentare gli sviluppi del mainstream, fino alla sua morte per insufficienza renale.

Personalmente ho avuto modo recentemente di scoprire tale produzione e di ascoltare diversi lavori sia suoi che con il trio di Ray Brown e devo dire che raramente mi è capitato di ascoltare un jazzista così padrone del linguaggio jazzistico e afro-americano più in generale, ottenendo risultati brillantissimi anche su un repertorio di canzoni popolari molto battute. Invito caldamente a scoprirlo o a riscoprirlo per chi già lo conosce, non ne rimarrà deluso, sempre che i vostri modelli “jazzaroli” non lo considerino troppo “commerciale” prevedendo l’ascolto pressoché quotidiano di Peter Brötzmann, nel qual caso occorre rivolgersi ad altri lidi.

Per l’ascolto odierno vi propongo questa eccellente e calda versione di un notissimo brano scritto da Fats Waller per il Musical di Broadway Hot Chocolates del 1929, in cui viene esaltato il blues feeling naturale del brano, in modo poderoso ma mai sbracato.

Buon ascolto.

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6 thoughts on “Il blues feeling di Gene Harris

  1. Mi è piaciuto il pezzo di Gene Harris e mi è piaciuto anche di più, davvero moltissimo, quello di Peter Brötzmann, che suona il sax alto con un suono che a me ricorda Hank Crawford. Grazie!

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      1. Grazie a te… ma nel caso ne dubitassi, era un commento serio, ho davvero gradito molto il pezzo di Brötzmann, un musicista che rispetto ma che mi entusiasma raramente.

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