Un duo qualcosa oltre l’originale…

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Charlie Hunter e Scott Amendola sono due interessantissimi musicisti che agiscono principalmente nell’area della Baia di San Francisco e costituiscono da un bel po’ di tempo un duo chitarra-batteria in grado di proporre una musica particolare, che stilisticamente spazia trasversalmente tra diversi generi musicali, pur avendo in repertorio anche molti classici del jazz reinterpretati in modo davvero originale ed eseguiti con grande affiatamento e maestria tecnica. Recentemente ho avuto modo di apprezzare un loro lavoro pubblicato nel 2014 intitolato The Cars, suddiviso in quattro parti, di cui due dedicate in particolare alle composizioni di Cole Porter e Duke Ellington, che mi hanno incuriosito non poco.

Hunter è nativo di Rhode Island nella zona di Newport ed è attivo professionalmente da tempo, avendo inciso dal suo esordio discografico nel 1993 già più di diciassette lavori. Egli è protagonista di un virtuosismo chitarristico un po’ bizzarro ma efficace, costruito sull’utilizzo di una chitarra a otto corde che gli ha permesso di suonare le linee di basso e della melodia contemporaneamente, passando poi più recentemente ad una chitarra a sette corde.

Il batterista Scott Amendola, che spesso lavora anche con un altro chitarrista di rilievo sullo scenario musicale contemporaneo come Nels Cline, è il suo partner ideale per questo tipo di progetti avendo integrato le sue vaste esperienze tra funk, blues, rock e jazz avanzato, assemblandosi perfettamente con il virtuosismo e le idee del chitarrista californiano. Non facendo sentire la mancanza di altri strumenti. Come sideman, Amendola ha suonato e registrato con un vasto e stilisticamente variegato roster di artisti, tra cui Bill Frisell, John Zorn, Mike Patton, Wadada Leo Smith, Madeleine Peyroux, Jacky Terrasson, Larry Goldings, Dave Liebman, Wayne Horvitz, Johnny Griffin, Julian Priester, Sonny Simmons, ROVA Saxophone Quartet, Pat Martino, Paul McCandless e Mark Turner.

Ho trovato in rete questa esibizione di una mezz’oretta in cui il duo ad un certo punto dà anche una interessante interpretazione di Skylark e ho deciso di proporvela sul mio blog per l’ascolto odierno. Se avete pazienza c’è di che drizzare le orecchie.

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