Phil Woods e la magia del suo contralto

93302004

Proprio l’altro giorno riascoltavo The Birth of a Band, uno dei dischi più importanti incisi in carriera da quello splendido big band leader, arrangiatore e produttore musicale che è ed è stato sino ad oggi Quincy Jones (del quale sarebbe interessante riscoprire il ruolo di “catalizzatore” in tema di sintesi tra diversi vernacoli musicali in ambito di Black Music) focalizzando l’attenzione su un brano reso celebre da Charlie Parker e inciso nella famosa sessione di “Lover Man” prima del suo ricovero al Camarillo, in cui svetta il sax contralto di Phil Woods.

Ci ha lasciati da poco, ma la sua inconfondibile voce già manca alla gran parte dei jazzofili, perlomeno a quelli privi di fette di salame sulle orecchie, certo non a quella fetta di critica obsoleta del jazz che cataloga sordamente qualsiasi contralto post-parkeriano come un suo clone, per poi dedicarsi a certi dilettanti conclamati nazionali della pseudo-avanguardia politicizzata anni ’70 con un impegno e un fervore degni di miglior causa.

In questo The Gypsy infatti, Woods produce una meravigliosa versione, supportato anche dall’ ottimo arrangiamento di Melba Liston, anche trombonista nella band di Quincy Jones. Non a caso Woods si trovò  in piena sintonia in diverse altre incisioni di Quincy Jones  (The Quintessence su tutte). Il suo intervento solistico è per quel che mi riguarda un tipico esempio nel quale la composizione scritta, cioè il tema, e la “composizione istantanea”, cioè l’improvvisazione, si collegano e miscelano tra loro in modo così perfetto e “continuo” (nel senso proprio matematico del termine) da rendersi pressoché indistinguibili. Si tratta di una vera e propria ricomposizione del brano, effettuata con un approccio metodologico profondamente jazzistico. Un vero gioiello che dovrebbe essere apprezzato indipendentemente dai consueti intenti classificatori  in musica, spesso troppo schematici e superficiali, che alla fine distraggono dalla autentica capacità di apprezzare l’arte musicale, e jazzistica in particolare, per quel che è.

Buon ascolto, in compagnia di quel gran maestro di Phil Woods.

quincy-jones-the-birth-of-a-band-1959The Gypsy

 

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