Un po’ di Black Music…

JamesBrown

Uno degli errori consueti che si possono commettere col jazz, perlomeno con il suo contributo africano-americano, che poi è il preponderante, è quello di separarlo dal coacervo di dialetti musicali che compongono il bacino popolare delle musiche africano-americane. Sicché, da noi si tendono a non considerare contributi musicali al jazz che invece gli stessi jazzisti afro-americani da sempre utilizzano e continuano anche oggi a utilizzare. Il che ha fatto parlare, spesso impropriamente, buona parte della critica di tendenza alla “commercializzazione” del jazz.

Contrariamente a quello che molti jazzofili pensano, è piuttosto il jazz che ha sempre preso materiale musicale da altre fonti e non il viceversa, certo lavorando tale materiale in modalità che gli sono peculiari, ma non tutto parte e arriva al jazz, e il jazz non gioca il ruolo di sorta di Re Mida della musica,  che qualsiasi cosa tocca la fa diventare oro, occorre esserne consapevoli.

Il Funk di James Brown, (assieme a quello di altri, specie negli anni ’70) ha influito non poco in molte proposte jazzistiche di un certo spessore, basti pensare a ciò che Miles Davis ha prodotto nel post Bitches Brew, in particolare in dischi per decenni abbastanza incompresi dai jazzofili, come On The Corner,  e ancora riesce a farlo oggi. Eppure molti ritengono ancora tale contributo musicale inspiegabilmente qualcosa di esogeno al jazz, tranne poi magari accettare certe sedicenti “contaminazioni”, quanto mai artificiose, con linguaggi musicali assai lontani e che hanno davvero scarse possibilità di fondersi adeguatamente con il linguaggio jazzistico. Sicuramente al centro di quella musica c’è in evidenza l’aspetto ritmico e una presenza della corporalità estremamente sensuale, espressa in una ballabilità che peraltro non è certo stata mai estranea al jazz e in generale nella cultura musicale afro-americana.

Il brano che vi propongo  è in questo senso esemplarmente significativo e chiarisce da solo diversi aspetti di certa commistione musicale anni ’70 che diversamente sarebbe difficile comprendere.

la formazione è la seguente: Fred Wesley (trombone); Richard ‘Kush’ Griffeth / Joe Davis (trumpets); Maceo Parker / L.D. ‘Eldee’ Williams (tenor saxes); Louis Tilford (baritone sax); Jimmy ‘Chank’ Noeln / Alphonso ‘Country’ Kellum (guitars); ‘Sweet Charles’ Sherrell (bass); Clyde Stubblefield (drums)

Buon ascolto

downloadFunky Drummer

 

 

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