Eric Reed e la tradizione mainstream

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Nativo di Filadelfia e precoce talento pianistico, Eric Reed è stato portato ventenne alla ribalta jazzistica da Wynton Marsalis (nome oggi considerato da certa critica come marchio di  negatività, ma che ha oggettivamente sfornato una lunga serie di talenti) distinguendosi nel suo settetto ad inizio anni ’90. Reed  è fior di pianista che pare avere il torto di muoversi in quell’ambito del modern mainstream da alcuni considerato creativamente defunto o quasi, pur costituendo ancora oggi la colonna portante del jazz. Ha assorbito sin da piccolo un forte tratto Gospel, essendo figlio di un ministro della Chiesa Battista e avendo cantato in un gruppo evangelico chiamato Singers Bay State. Trattasi quindi  della sua primissima influenza musicale, che peraltro è rintracciabile un po’ in tutte le registrazioni della sua già consistente discografia come importante ingrediente del suo pianismo.

Something Beautiful è uno dei suoi più brillanti lavori incisi relativamente di recente (2011) e contiene un set di brani davvero interessante, interpretati in modo molto ispirato. Tra questi si distingue questo Sun Out che vi propongo per l’ascolto e che Reed è andato a pescare tra le composizioni di quel grande sassofonista che è stato Lucky Thompson.

buon ascolto

 

MI0003239904Sun Out

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