Art Pepper Today

Art_Pepper_TodayNella storia del jazz, ci sono diversi musicisti per i quali la tormentata e persin tragica biografia ne ha condizionato pesantemente la narrazione e la conseguente valutazione critica, non permettendo di apprezzarne appieno l’opera.  Uno di questi è stato senz’altro Art Pepper, bianco californiano, che ha avuto la carriera frequentemente interrotta da periodi, anche lunghi negli anni ’60, passati in carcere per brutte faccende legate alla sua pesante tossicodipendenza.

Esordiente professionalmente già giovanissimo ad alti livelli entrando a far parte negli anni ’40 delle orchestre di Benny Carter e Stan Kenton, si è poi affermato come apprezzato solista nella seconda metà degli anni ’50 e inizio ’60, in diverse pregevoli registrazioni fatte per Pacific Jazz, Blue Note e Contemporary, nelle quali rivelava l’ineludibile influenza parkeriana, filtrata dall’estetica della scuola West Coast di quegli anni, alla quale anch’egli apparteneva. Riapparve sulla scena più costantemente dal punto di vista discografico verso la metà degli anni ’70, grazie ad un nuovo contratto, sempre per la Contemporary di Lester Koenig e poi per Galaxy, rivelando un feeling esecutivo molto più intenso e una fortissima capacità comunicativa, solitamente propria dei migliori esponenti afro-americani e in grado di colpire in profondo i suoi fruitori.

Pepper è stato infatti uno di quei jazzisti “bianchi” che sembravano fatti apposta per contraddire il luogo comune della perfetta riconoscibilità del solista afro-americano da quello bianco americano, e comunque non ne è stato l’eccezione. Se la distinzione si potrebbe ancora rivelare nella prima parte della sua carriera, molto meno si può dire per l’ultima, quella che appunto va dal 1975 sino al 1982, anno della sua morte. Il suono del suo ultimo periodo era più energico di un tempo, spesso sofferto (a volte persino urlato). Musicalmente invece aveva aggiunto al suo bagaglio tecnico e alla sua grande capacità di costruzione melodica, le innovazioni apportate da John Coltrane, mentre sul piano timbrico, l’uso dei sovvracuti suggeriva una metabolizzazione delle istanze espressive prossime a quelle degli esponenti del Free di quegli anni, pur rimanendo per il resto in un ambito perfettamente tonale.

Ascoltare l’ultimo Pepper significa perciò ascoltare l’uomo prima del musicista: è come se davvero con lo strumento parlasse, come se la mediazione musicale fosse superata all’atto stesso dell’emissione del suono, esprimendosi con un linguaggio diretto, comprensibile da ognuno. L’immediatezza della sua comunicazione, tanto nelle ballads più sofferte che negli up tempo più stringenti, si rivela perciò come un pugno allo stomaco che ci fa ricordare di essere più che mai vivi.

Questo suo disco inciso per Galaxy nel 1978 e che vi propongo, se non è un suo capolavoro, poco ci manca, anche solo per la grande compattezza e l’equilibrio complessivo, per l’eccellente scelta del repertorio e per l’eccezionale valore dei sideman prescelti, se così limitativamente si vogliono definire musicisti del livello di Stanley Cowell al piano, Cecil Mc Bee al contrabbasso e Roy Haynes alla batteria.

Pepper esibisce qui alcune delle sue più brillanti prestazioni solistiche, perlomeno a livello discografico. Si segnalano infatti una versione pressoché definitiva della sua prediletta ballata Patricia, uno swingante original intitolato Miss Who, costruito sulle armonie di Sweet Georgia Brown, un  Mambo Koyama nella sua tradizione di pezzi influenzati dai ritmi caraibici e Lover Come Back to Me con un finale travolgente in perfetto stile parkeriano, mentre These Foolish Things non fa rimpiangere i pur grandissimi capolavori incisi dal maestro di riferimento per tutti i sassofonisti della West Coast (e non solo): Lester Young.

Riccardo Facchi

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...