Marquis Hill e i giovani talenti americani

Se vi raccontano che la scena jazzistica ormai è interessante e creativa solo in Europa, non credeteci: è una balla.

Attualmente negli U.S.A. ci sono molti giovani musicisti interessantissimi che meriterebbero più attenzione nei nostri cartelloni. E se vi raccontano come giustificazione che “costano troppo” e per questo non sono ingaggiati, non credete pure a quello, perché è un’altra bufala.

Se poi vi dicono che il sottoscritto è uno che scrive in questo modo perché: “ce l’ha con il jazz italiano”, fateci sopra una risata. Ce l’ho semplicemente con la musica insulsa o velleitariamente pretenziosa, da qualsiasi parte essa provenga, ma ancor più l’ho con la mistificazione, l’artata disinformazione, il provincialismo congenito, il pregiudizio ignorante fatto passare per cultura, la faziosità calcistica, o nazionalistica in perfetto e attualissimo stile renzista, applicata purtroppo al jazz. Un modo di pensare e di comportarsi che non si dovrebbe nemmeno rilevare quando si parla di musica, o di arte, ma ormai in questo deprimente paese si assiste pure a questo e in campi assai diversi come questo.

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Oggi vi propongo questo eccellente trombettista chicagoano che di nome fa Marquis Hill con il suo gruppo, che praticamente è da noi sconosciuto o quasi.

Vincitore del Theloniuos Monk International Jazz Trumpet Competition – edizione 2014, Hill si sta imponendo sulla scena musicale americana per la sua scioltezza fraseologica, il suono squillante e la freschezza esecutiva. Ovviamente siamo nella piena tradizione del mainstream jazzistico, per quanto aggiornato, il che basta a molti per escluderlo pregiudizialmente dai nostri cartelloni festivalieri, impegnati inconsapevolmente a far scappare il pubblico del jazz dai concerti con proposte per lo più cervellotiche e sempre più distanti dal vero focus jazzistico che rimane, piaccia o no e come tutti i musicisti e direttori artistici seri ben sanno, sulla scena americana.

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Vi propongo questo video esemplificativo e questo notevole White Shadow tratto dal suo recente lavoro discografico Modern Flows

Buon ascolto

Riccardo Facchi

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