In meno di tre minuti tutta l’essenza del jazz, o quasi…

Ci approssimiamo al fine settimana con una lezione pratica di jazz, ascoltando uno dei capolavori assoluti del “luigino”, come amo chiamare confidenzialmente il mitico Louis Armstrong.

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Quando si è in difficoltà ad identificare cosa sia questo fantomatico “jazz”, tornare alle radici può sempre servire. Lo faccio proponendo questo brano che racchiude in modo estremamente sintetico ma efficace una serie di soluzioni musicali che hanno fatto scuola e sono ancora di una attualità straordinaria.

la pronuncia, il suono, l’energia esecutiva, l’uso estremamente variegato e geniale del ritmo e dei relativi accenti, sia nell’enunciato tematico che nell’improvvisazione, il senso della forma fuori dal comune per i tempi. E ancora, gli scambi di battute improvvisati (in questo caso tra tromba e chitarra), il pionieristico uso ritmico del cantato anticipatore dello stile “scat”, il perfetto senso del tempo, sono solo alcuni degli elementi visionari che già in quegli anni ’20 Armstrong sapeva comunicare in musica.

E’ incredibile a volte osservare come ci si dimentichi di certe menti geniali, veri e propri Einstein della musica, per affibbiare poi a musicisti odierni di molto inferiori analoghi eccessivi aggettivi . Per certi versi ancora oggi Satchmo sembra venuto da un altro pianeta ad insegnarci cosa è basilarmente il jazz, e brani come questo ci aiutano a non scordarlo.

Buon ascolto

Hotter Than That

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