Il padre ha davvero ancora un ruolo nella famiglia tradizionale italiana?

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Giusto per non parlare sempre di jazz e dintorni, inauguro una nuova sezione, a tema variabile extra musicale.

Sentivo stamane in radio un dibattito sulla vicenda dei matrimoni gay e sentivo tra gli intervenuti un richiamo al ruolo fondamentale e indispensabile del padre nelle famiglie che verrebbe a mancare nei matrimoni, suppongo, tra donne.

Sono un cristiano, di educazione cattolica, ma non cattolico praticante, in quanto non credo al ruolo della Chiesa come intermediario tra Dio è l’uomo e in un certo senso potrei quindi rientrare in una sorta di protestantesimo, non so bene, ma trovo certi discorsi del tutto pretestuosi e fuori dalla realtà.

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Ho insegnato per circa un decennio nelle scuole superiori sempre a ragazzi tra i 16 e i 19 anni, quasi sempre maschi, e se c’è una cosa che ho potuto constatare in molti di loro, rispetto ai nostri tempi,  è l’assoluta assenza nella loro educazione del ruolo paterno, nonostante avessero un padre regolare, che in quell’età è davvero essenziale sul piano formativo.

In cosa l’ho verificato? Bé, hanno quasi tutti sviluppato una forte componente emotiva-istintiva e poco razionale, una scarsa attenzione verso il senso del dovere e verso gli impegni presi, verso il rispetto delle regole, una spiccata capacità di raccontare in modo scaltro frottole a profusione per auto giustificarsi e di far sentire in colpa l’alterità, caratteristica solitamente più riscontrabile nell’altro sesso (non me ne vogliano le donne per la banale generalizzazione ma mi baso sull’esperienza personale che ovviamente potrebbe anche non far testo).

Ora mi domando: dove sarebbe tutto questo ruolo del padre nelle famiglie tradizionali di oggi? Non c’è alcuna garanzia di questo, considerando anche che viviamo in un mondo basato sul profitto e sul lavoro che lo produce e che oggettivamente porta via sempre più tempo ai genitori da dedicare all’educazione dei figli. Il ruolo del padre solitamente dovrebbe essere quello di una sorta di “vigile”, quello che aiuta a disciplinarsi e che sa anche dire di no, ma oggi o è spesso assente per svariate ragioni, o tende a fare “l’amicone”. Il ruolo educativo è ormai quasi tutto sulle spalle delle madri, le quali per loro stessa natura non possono dare un contributo educativo completo, sostituendosi al ruolo proprio del padre.

Il fatto poi che sia contento Alfano relativamente alla decisione dell’annullamento dei matrimoni gay nel nostro paese non è che sia proprio un segno esaltante. Certe ipocrisie dei sedicenti difensori dei valori tradizionali sappiamo bene dove conducono.

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Non voglio passare per un modernista un tanto al chilo e credo in diversi valori tradizionali, ma davvero lasciare la vita delle persone e la loro realizzazione in mano a certe menti ottuse e arretrate, arricchite solo da pregiudizi più che da valori realmente condivisi, lo trovo davvero intollerabile.

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