L’eleganza interpretativa di Eddie Higgins

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Ci sono musicisti che, specie se hanno passato gran parte della propria carriera a suonare standards, hanno vissuto in vita, e continuano a vivere post mortem, un immeritato oblio critico, pur essendo sorprendentemente interessanti ogni volta che li si ascolta. Uno di questi è il pianista Eddie Higgins, che ha sfornato, anche in tempi relativamente recenti (Higgins è deceduto nell’agosto 2009 facendo comunque in tempo a vincere il Jazz Disc Award  come Best Album of the Year indetto dalla rivista giapponese, Swing Journal, con l’album Portrait of Love), incisioni di ottima fattura e di grande ispirazione, come In Chicago del 1995, o Standards by Request del 2008, registrato per la Venus.

Il suo è un pianismo discreto e di rara eleganza, che lo accomuna in questo senso a Bill Evans, anche se manifesta uno stile pianistico ben diverso e più tradizionale. So soltanto che quasi ogni sua incisione, da solo o in trio, riesce sempre a catturare la mia attenzione.

In questa occasione, tra le tante sue ottime performances qui vi propongo il porteriano You’d Be So Nice to Come Home To, tratto appunto da Standards By Request ed eseguito in piano solo.

Buon ascolto

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