Il genio di Erroll Garner in un box Telarc

R-4389221-1363918380-6813.jpeg

Secondo George Wein, musicista e notissimo manager e organizzatore di concerti, Garner è stato un grande genio musicale. Per Hughes Panassié, non è stato solo il più grande pianista ad emergere dalla II Guerra Mondiale, ma anche l’unico a creare un nuovo stile rimanendo nell’autentica tradizione jazz. Per Steve Allen si è trattato del più grande pianista popolare del secolo appena trascorso.

Eppure, nei tumultuosi, politicizzati e musicalmente confusi anni’70, Erroll Garner veniva descritto in Italia, poco meglio di un pianista da piano bar. Non che il giudizio fosse da prendere sul serio, visto che in quel periodo, musicalmente ideologizzato e anche abbastanza sordo, tutto ciò che non suonava “free” o “contro”  non veniva nemmeno preso in considerazione, sia dal pubblico che,  più colpevolmente, dalla critica. D’altronde un simile destino fu riservato in quegli anni anche a jazzmen immensi quali Earl Hines, Stan Getz, Gerry Mulligan, Paul Desmond e Dave Brubeck e il ludico pianismo di Garner, superficialmente classificabile nel calderone dell’entertainment, non poteva certo fare eccezione. Oggi, in tempi nettamente differenti e dopo ascolti e giudizi critici sedimentati è sin troppo facile affermare che si trattava di grossolane cantonate, ma colgo comunque l’occasione di poterne scrivere su queste colonne, per poter riscoprire l’arte di un originale genio pianistico che certo non ha bisogno di una riabilitazione del sottoscritto.

Nativo di Pittsburgh, città che diede curiosamente i natali ad altri importantissimi pianisti quali Earl Hines, Mary Lou Williams, Dodo Marmarosa, Ahmad Jamal e Sonny Clark, Garner manifestò il proprio talento già in età precoce. Dotato di un formidabile orecchio e una capacità stupefacente di memorizzare qualsiasi brano, egli appartiene a quella rara specie di musicisti dal talento musicale così straordinario nella sua naturalezza, da non avergli richiesto una adeguata educazione accademica, trattandosi in sostanza di un autodidatta. E’ noto infatti che praticamente non sapesse leggere la musica e la sua tecnica pianistica non era certo ortodossa, ma forse è stata proprio questa la sua forza, permettendogli di sviluppare  uno stile inconfondibile, caratterizzato principalmente da arpeggi con la destra in leggero ritardo sul tempo della sinistra, nei tempi medi o lenti, e da uno swing trascinante nei pezzi veloci, con la sinistra in appoggio ritmico alla destra, spesso a nota singola, il tutto con una immaginazione melodica davvero rara.

Proverbiali sono poi certe sue spericolate introduzioni, talmente lontane dai brani da affrontare da costringere i suoi accompagnatori sempre a stare con le orecchie ben aperte. Divertite invenzioni che, se all’apparenza potevano risultare incoerenti sul piano formale, rivelavano invece una fantasia unica e una spregiudicatezza tipica dei grandi improvvisatori della storia del Jazz. Tutto ciò gli permetteva di apporre la propria inconfondibile firma quasi ad ogni canzone popolare, con un tocco di originalità interpretativa tale da renderle uniche e al tempo stesso sempre riconoscibili. Sul piano musicale nel suo pianismo c’è un vero mix di influenze: blues, boogie woogie, swing, Broadway, bop e parecchia musica latino-caraibica (mambo e bossa nova in particolare).Ebbe una schiera infinita di imitatori in ogni parte del mondo, ma anche dei grandi pianisti della generazione successiva, come Red Garland e Jaki Byard, ad essergli debitori.

Il box di 6 CD pubblicato da Telarc nella serie Archive diversi anni fa e che qui ripresento, documenta registrazioni effettuate da Garner tra il Dicembre 1959 all’Ottobre 1973, offrendo vari esempi della sua arte.

Il set comprende 12 album originali, raggruppati in coppia per ogni CD e registrati in epoche e progettualità differenti, con una selezione di 118 brani, per lo più sue versioni di canzoni popolari, ma anche diverse sue significative composizioni. Non tutto il materiale è di interesse primario, tuttavia qua e là sono disseminate autentiche folgoranti perle esecutive tali da rendere indispensabile a mio avviso il possesso dell’intera edizione. Tra gli standards si segnalano le versioni di You Do Something to Me, All of Me, Some of These Days e Back in Your Own Back Yard nell’album “Close up SwingThe Shadow  in Your Smile e una originale It  Ain’t Necessarily So in “That’s my Kick”, Close to you di Bacharach, Watch what Happens di Michel Legrand in “Magician”. You Made Me Love You, Sonny Boy, I Found a Million Dollar Baby, Just a Gigolo, It’s Only a Paper Moon  in “Now Playing: A Night at The Movies”, album di livello medio alto. Un sorprendente “garnerizzato” Groovin’ High e un Cheek to Cheek profumato di Mambo  in Up in Erroll’s Room. Nell’album dedicato alle composizioni di Gershwin e Kern si distinguono una spettacolare Strike Up the Band, una originale I Got Rhythm, un swingante A Foggy Day, una brevissima ed inedita Nice Work If You Can Get It, Why Do I Love You? e una splendida A Fine Romance. Notevole anche l’intero concerto live “Campus Concert” con l’immancabile baldanzosa versione di Indiana, Lulu’s Back in Town e In The Still of The Night. Stranger in the Night e The Look of Love da rilevare in “Feeling is Believing” e altre versioni disseminate nel resto del box che lascio alla curiosità dell’ascoltatore. Tra le sue composizioni originali, molte della quali sono contenute in “That’s my Kick”, che è anche uno dei suoi temi più famosi insieme a Misty e Gemini, si distinguono Like it Is, Passing Through, Eldorado, Mambo Erroll, The Loving Touch, Paisley Eyes e Up in Erroll’s Room.

Musica fresca, gioiosa, creativa, insomma, anche se costruita con mezzi musicali e strutture semplici, che farebbe impallidire molti acclamati pianisti odierni e spellare le mani al pubblico dei concerti.

Riccardo Facchi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...